Posta a Nord-Est dell’India, sull’Himalaya, “incastonata” tra il Nepal a ovest e il Bhutan a est, c’è la regione del Sikkim, la stessa che a nord confina invece con la Regione Autonoma Tibetana. Una regione ancora incontaminata, ben lontana dal turismo di massa e ancora profondamente radicata alla propria cultura e religione, dove il tempo sembra essersi fermato dando vita a un’atmosfera quasi surreale ma assolutamente magica.

Come nasce la regione del Sikkim

Nell’Ottocento erano i britannici a controllare il piccolo regno e a proteggerlo dalle frequenti incursioni da parte dei popoli confinanti e tra i motivi che comportarono lo scoppio della Guerra Gurkha durata dal 1814 al 1816, fu proprio la difesa della piccola regione del Sikkim, guerra peraltro costò al Nepal una parte decisamente consistente del territorio. Tuttavia gli stessi britannici lasciarono alla regione del Sikkim una certa autonomia in modo tale da offrire al territorio la possibilità di non essere inglobato all’interno dell’India nel 1947: il paese fu pertanto parte di un protettorato di Nuova Delhi, con al vertice un sovrano della dinastia Namgyel, il choegyel, che governò la regione a partire dal XVII secolo.

Regione del Sikkim

Tuttavia, in un paese dove gran parte della popolazione era ed è attualmente nepalese e induista, non appariva affatto semplice coesistere all’interno di una monarchia buddhista tibetana, specie perché l’autorevolezza strategica della regione del Sikkim era diventa progressivamente più evidente complice il controllo sul Tibet da parte della Cina negli Anni’50 prima, e in seguito grazie alla guerra sino-indiana del 1962 che coinvolto, sebbene con un impatto minore rispetto ad altre aree, anche la regione del Sikkim.

Nel 1913 infatti fu il Tredicesimo Dalai Lama a dichiarare l’indipendenza del Tibet poco dopo la nascita della Repubblica cinese e il conseguente crollo della dinastia mancese dei Qing, ma negli Anni ’50, una volta conclusasi la guerra tra nazionalisti e comunisti, furono proprio quest’ultimi ad occupare il cosiddetto Tetto del Mondo. Nel 1963 morì il re Tashi Namgyal, colui che tuttavia non riuscì a portare avanti l’impresa del padre con l’intento di preservare l’indipendenza del paese. Solo successivamente, precisamente nel 1975, mediante un referendum, la regione del Sikkim divenne ufficialmente il ventiduesimo stato dell’India.

Sikkim India

Il Sikkim oggi: come appare

Oggi, la regione del Sikkim, detta anche Dendzong è uno stato dell’Unione indiana, posto sul versante meridionale dell’Himalaya, tra il Bhutan, il Nepal e il Tibet. La sua superficie è di poco superiore a quella della provincia di Torino, giusto per citare un esempio, mentre la la popolazione supera i 610mila abitanti, composta prevalentemente da etnie sino-tibetane quali quelle dei Lepcha e dei Bhutia, così come da tibetani, indiani e dal 75% di nepalesi, immigrati dal XIX secolo proprio durante la colonizzazione britannica dell’India.

I Lepcha, i Bhutia, i tibetani e una parte dei nepalesi seguono il lamaismo o il buddismo tibetano mentre gli indiani e la maggior parte dei nepalesi sono invece induisti. L’altitudine della regione del Sikkim spazia dai 280 agli 8598 metri e sono alcuni dei rilievi montuosi più alti dell’Himalaya a separarla dal territorio nepalese.  Ancora incontaminata, selvaggia e straordinariamente ricca di bellezze naturali tutte da ammirare, la regione del Sikkim vive prevalentemente di agricoltura biologica, dimostrando un notevole impegno nel rispettare il territorio, avendo rimosso completamente l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici ormai dal 2006. Qui le coltivazioni, spesso terrazzate, producono generalmente riso, orzo, avena, granturco, miglio, così come frutta, verdura e spezie.

regione indiana Sikkim

Quando visitare la regione del Sikkim

È preferibile visitare la regione del Sikkim in primavera, tipico periodo di fioritura. Grazie ai Monsoni le sue valli in questa stagione appaiono ricoperte da una rigogliosa e multiforme vegetazione ove spiccano i bambù e, tra i fiori, numerosissime specie di orchidee. Anche la fauna è variegata e annovera orsi, cervi, cinghiali e sovente maestosi esemplari di leopardo, oltre a innumerevoli specie di uccelli anche se di fatto, il panda rosso rappresenta il simbolo nazionale. La regione del Sikkim offre la possibilità di ammirare un territorio antico, dove le tradizioni locali e la storia che caratterizza il territorio si fondono perfettamente alla cultura attuale, abbracciando in questo modo il passato, tuttavia proiettato verso un futuro volto al progresso ma sempre assolutamente conservativo. Un’antica cultura e una natura ancora protetta dall’intervento umano, fanno dunque da cornice a quanto è ancora considerato un vero e proprio angolo di paradiso posto a contatto con l’Himalaya.

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