Il Bhutan, un piccolo regno misterioso e leggendario, adagiato sulle pendici meridionali della catena dell’Himalaya, tra Cina e India, che in pochi hanno il privilegio di conoscere davvero. La sua storia non ha nulla da invidiare ad una favola poiché proprio il Bhutan non finisce mai di stupire per l’unicità delle sue caratteristiche e peculiarità che nel corso dei secoli non hanno mai smesso di alimentarne il mito.
Il Bhutan: cosa rende unico questo Paese da favola
Il Bhutan, oltre ai paesaggi a dir poco incredibili che rendono tale Paese imperdibile specie per gli amanti del trekking, ai tipici monasteri chiamati dzong, offre una moltitudine di luoghi sacri che sfidano la gravita, ben radicati alle rocce e in grado di conferire a chiunque decida di visitarli, un profondo senso di pace e benessere sia fisico che spirituale.
A rendere quello che rappresenta l’ultimo regno himalayano una meta decisamente particolare e altrettanto ambita è la contraddizione che tuttavia determina un delicato e perfetto equilibrio, tuttavia fuori dal comune sotto tutti i punti di vista: la meraviglia del passato si unisce alla modernità e al progresso del presente nel quale, a rappresentare un obiettivo concreto perseguito addirittura dal governo, è la felicità. Avete capito bene, il Bhutan è per questo considerato il Paese più felice del mondo!

Il Paese più felice del mondo: il Bhutan
Quali sono le motivazioni che hanno contribuito a definire il Bhutan come il Paese più felice del mondo? A partire dagli anni Settanta all’interno del Paese, si è pensato di misurare la ricchezza non solo in funzione del Pil o Prodotto Interno Lordo ma anche, e soprattutto, in Felicità Interna Lorda definita Fil: un concetto, di per sé astratto, ma che tuttavia prende in esame parametri ben precisi, quali ad esempio il benessere psicologico, lo sviluppo ecosostenibile, il buon governo, l’istruzione numerosi altri indicatori, hanno da allora contribuito a verificare l’effettivo livello di felicità della popolazione. In Bhutan il benessere, soprattutto interiore rende la popolazione straordinariamente serena, pronta ad affrontare col sorriso, anche situazioni difficili o quantomeno drammatiche come, per citare un esempio, affrontare la morte. Un aspetto sicuramente curioso che tutto sommato non stupisce dato il clima particolarmente spirituale che anima il Paese.

L’ultimo Regno Himalayano: una favola contemporanea
Il Bhutan possiede una peculiarità in più: ad oggi sono ancora presenti i sovrani della monarchia democratica costituzionale della Terra del Drago Tonante o Druk Yul, unici regnanti dell’intera area himalayana. Sono giovani, belli e molto “social”, si chiamano Jigme Khesar Namgyel Wangchuck e Jestun Pema e sono i genitori del piccolo royal baby, il Gyalsey, equivalente del “principe occidentale”. La sua nascita fu annunciata proprio sulla pagina Facebook ufficiale della regina, peraltro costantemente aggiornata.
Per l’occasione sono stati piantati oltre 108mila alberi in suo onore, questo poiché proprio alle piante in Bhutan, è associato un significato di longevità e prosperità. Lo stesso Paese ad oggi viene considerato tra i più verdi del mondo tanto che il Governo, in collaborazione con il WWF, ha deciso di creare un fondo di 43 milioni di dollari, in modo da tutelare e preservare le molteplici aree protette, pari al 51% dell’intera superficie del Bhutan. Ancora una volta questo impegno rappresenta la piena testimonianza che la tutela natura, rappresenta uno tra gli obiettivi primari volto al raggiungimento della felicità.

Un Paese dove tradizione e modernità si fondono alla perfezione
Sono solo circa 40 anni che il Bhutan si è finalmente aperto un varco per quel che concerne il turismo internazionale, testimonianza di quanto il Paese, sia ancora profondamente radicato nella tradizione che ancora oggi costituisce il fulcro della quotidianità. Un Paese dall’anima autentica dove la religiosità contagia positivamente anche la vita sociale esprimendosi attraverso un calendario ricco di eventi che ogni anno richiamano milioni di turisti da ogni parte del mondo. Si tratta di cerimonie sacre coloratissime dove le maschere tradizionali si esibiscono in danze propiziatorie caratteristiche. Tra le più importanti compare il Festival di Tsechu, letteralmente ‘decimo giorno’ del calendario lunare che celebra la nascita del Guru Rimpoche, la divinità protettrice del Bhutan venerata come fosse un secondo Buddha, un momento particolare che per i bhutanesi rappresenta l’occasione per purificarsi e ricevere una benedizione, tra sacralità e divertimento. E questo è solo uno dei tanti motivi che spingono ad apprezzare il Bhutan in ogni sua singola sfaccettatura. Merita sicuramente di essere visitato e amato.
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