Ogni anno, tra settembre e ottobtre, la regione mongola di Bayan Ulghi ospita il Festival delle Aquile, un attesissimo evento che raduna principalmente la popolazione locale ma anche molti turisti, complice l’atmosfera suggestiva e la possibilità di fare un vero e proprio tuffo nel passato, tra cultura e tradizione.
Incentrato sulla caccia, attività tradizionale in Mongolia, non è certo la sola attrattiva del territorio nonostante figuri comunque tra le più importanti. Ecco dunque cosa rende unico il territorio mongolo e qual è il significato tradizionale racchiuso proprio nel Festival delle Aquile.

La regione del Tavan Bogd: Bayan Ulgii
La regione mongola di Bayan Ulghi offre grande varietà sotto l’aspetto prettamente ambientale: circondata dalla catena dei monti Altai, a 2000 km da Ulaanbaatar vede segnato in maniera naturale, il confine con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui è presente la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul, parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, “i cinque illuminati”), nonché la stessa area che determina il confine tra i tre paesi. Distribuiti tra questi monti così suggestivi, sono presenti una ventina di grandi ghiacciai, tra cui il più esteso è il Potanina. Tra le aree più belle e sicuramente da visitare, compare il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, esteso tra la Mongolia e il confine cinese, il quale raduna molteplici laghi quali l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.

Mongolia, Bayan-Olgii
Gli abitanti della Mongolia
Gli abitanti della Mongolia sono di nazionalità quasi interamente kazaka, di religione musulmana e di lingua turca. Hanno iniziato a stanziarsi in queste aree verso il 1840 per condurre al pascolo pecore e capre nel periodo estivo ma solo dall’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione.
La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia rappresentano tuttavia un popolo che ha preferito mantenersi conservando le proprie tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine.
La moschea di Ulghi è stata ripristinata dopo la caduta del socialismo e in questo modo è potuto riprendere anche il tradizionale pellegrinaggio alla Mecca: tuttavia ad oggi, la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non sono più obbligate a utilizzare il velo e gli uomini consumano alcolici liberamente. Solo dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, lunghe trattative sono state le trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di ottenere la doppia cittadinanza, risolta attualmente mediante un permesso per poter entrare in Kazakistan senza visto.
In questa parte della Mongolia, la popolazione, profondamente radicata nelle proprie tradizioni locali, si dedica soprattutto alla pastorizia transumante: durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli e in case di legno, per poi migrare successivamente in estate verso i pascoli di montagna. Tuttavia anche la caccia rappresenta una notevole risorsa per gli abitanti, risultando talmente importante da aver dato vita al Festival delle Aquile.

Cos’è il Festival delle Aquile e quando viene celebrato
Ogni anno tradizionalmente nel periodo tra settembre a ottobre, a 10 km circa dalla cittadina di Olgiy, proprio alle pendici dei monti Altai, viene celebrato il Festival delle Aquile, un immancabile dove decine di cacciatori e falconieri provenienti dalle valli dei monti Altai si incontrano per sfidarsi in gare di abilità come la caccia con i rapaci così come in gare di tiro con l’arco, corse dei cavalli e corse dei cammelli.
Tra le competizioni presenti compaiono inoltre gare di abilità a cavallo nelle quali il cavaliere al galoppo deve raccogliere in tutta velocità un nastro di stoffa posto a terra. Il Festival delle Aquile è dunque il modo più indicato per conoscere a fondo questo antico popolo di pastori che per l’occasione indossa vestiti e gioielli tradizionali. Un autentico momento di aggregazione dove la tradizione si fonde alla storia, evidenziando in maniera significativa le peculiarità di un popolo unico nel suo genere che proprio durante il festival celebra l’importanza dell’arte venatoria.
E tu vorresti organizzare il tuo viaggio in Mongolia e assistere al tradizionale Festival delle Aquile? Contattami per una consulenza in modo da poter mettere a tua disposizione la mia professionalità, assecondando ogni tua esigenza, unita all’opportunità di visitare territori dove tradizioni, storia e cultura ne sono protagoniste.