Riti di adorazione della dea Durga, preghiere mattutine nei templi, sacrifici di animali e festeggiamenti in famiglia: stiamo parlando della Festa di Dashain, una tra le più importanti celebrazioni del calendario induista, particolarmente sentita dal popolo nepalese dove, durante il mese di ottobree per 15 giorni consecutivi, l’intero Paese, senza alcun tipo di distinzione di casta, celebra l’uccisione del demonio da parte della dea Durga, divinità della forza e della prosperità, a simboleggiare la vittoria del bene sul male.

Una festa che, complice la caratteristica natura religiosa, impone antichi riti prestabiliti quali ad esempio recarsi ogni mattina in un tempio dedicato a una divinità differente in modo tale da accumulare influssi positivi in grado di durare fino al Dashain successivo. E sei di fatto parte della celebrazione è dedicata ai bambini con la costruzione di caratteristiche altalene di bambù, essa implica purtroppo anche il sacrificio di migliaia di animali, bufali, pecore, capre e uccelli, il cui sangue viene fatto scorrere lungo le gradinate dei templi fino a bagnare le strade e le piazze, suscitando le proteste sempre più accese degli animalisti.

Dashain: la celebrazione nepalese più sentita

La Festa del Dashain compare tra le celebrazioni più sentite del Nepal, festeggiata da tutta la popolazione a prescindere dalla casta di appartenenza: dura all’incirca 15 di giorni e viene festeggiato anche in India nelle comunità del Dajerling, Sikkim, Ovest Bengala e in Bhutan. La festa del Dashain cade dunque durante il mese di Kartik nel calendario Bikram Sambat, prima cioè del raccolto del riso e per tutte le famiglie rappresenta un motivo per riunirsi, sinonimo di convivialità e condivisione. Le sue origini sono particolarmente antiche, legate a quelle che sono le tipiche tradizioni animiste e tantriche legate al periodo del raccolto del riso e alla mitologia Induista.

Tale celebrazione commemora la vittoria degli Dei sugli spiriti maligni: il Ramayana racconta che il Dio Ram dopo una cruenta lotta riuscì a sconfiggere Ravana, il crudele Re dei Demoni solo quando la Dea Durga venne invocata e evocata e proprio per questo motivo, il festival ripercorre il trionfo del bene sul male simboleggiato proprio dalla stessa Dea Durga che riuscì ad uccidere il terribile Demone Mahisasur che terrorizzava la terra con le sembianze di bufalo indiano.

I primi nove giorni del Dashain simboleggiano le altrettante giornate di lotta volte a sconfiggere Mahisasur. Il decimo giorno ricorda la sconfitta definitiva mentre gli ultimi cinque giorni simboleggiano le celebrazioni svolge per la vittoria con la benedizione della Dea Durga, pregata per l’occasione come Dea Madre.

In preparazione alla Festa del Dashain ogni casa viene accuratamente pulita, decorata e spesso ritinteggiata come invito alla Dea Madre in modo tale che possa visitarla, portando fortuna, benessere e benedizioni.

Festa del Dashain

Come si svolge la Festa del Dashain

I primi nove giorni del Dashain vengono tradizionalmente chiamati Navahratri, nei quali vengono svolti antichi riti tantrici. In Nepal la forza della vita è personificata nella energia divina e nel potere della donna, espresso dalla stessa Dea Durga in tutte le sue molteplici forme: gran parte dei templi raffigura pertanto la divinità come un sacro kalash, una sorta di vaso intagliato o in alternativa come una figura costituita da tante braccia ognuna delle quali impugna un’arma. Durante questi nove giorni la popolazione rende dunque omaggio alla Dea: durante il primo giorno, chiamato Ghatasthapana, il Kalash, vaso che simboleggia Durga viene posto nella stanza delle preghiere: viene riempito con acqua santa e coperto di sterco di vacca in cui vengono seminati dei semi d’orzo o grano. Viene successivamente predisposto un piccolo rettangolo di sabbia e terra, dove il kalash viene posto al centro. Il bramino invoca quindi la Dea Durga, affinché benedica il recipiente con la sua presenza. La stanza in cui viene posto il Kalash viene detta “Dashain Ghar” e ogni giorno, sia il vaso che il terraglio dove è alloggiato, vengono bagnati con acqua santa, facendo in modo che il tutto sia illuminato alla luce diretta del sole.

Tali semi germoglieranno in dieci giorni e i loro germogli, filamenti di erba gialla chiamati “Jamara” simboleggiano dunque il raccolto e verranno successivamente posti sul capo dei membri della famiglia in qualità di come “tika” una particolare benedizionesvolta il decimo giorno di festa.

Festa del Dashain Nepal

Il settimo giorno detto Fulpaati, la Jamara viene condotta in processione dal palazzo reale della città di Gorkha, posta a 169km a nord ovest della Valle di Kathmandu; sono necessari tre giorni di cammino da Gorka a Katmandu dove i dignitari del governo attendono l’arrivo della Jamara a Rani Pokhari nel tardo pomeriggio mentre nella parte antica della città avvengono processioni e parate delle bande musicali e militari.

L’ottavo giorno detto Maha Asthami è dedicati ai sacrifici degli animali a Durga e Kali: dai polli alle papere, dai capretti ai bufali. Detta “Kal Ratri”, la notte nera, in essa vengono svolti sacrifici nei templi, nelle caserme e negli antichi palazzi, ovunque insomma, proseguendo fino all’alba. A Kathmandu per tutta la notte si tengono le Puje: in ogni casa comune vengono sacrificati animali proprio perché il sangue che simboleggia la fertilità viene offerto alle divinità. Le carni invece verranno cucinate come “prasad“, cibo sacro e benedetto dagli Dei, in parte offerte alla divinità per tutelare la casa, e in parte consumate invece dai membri della famiglia, come segno di buon auspicio.

I sacrifici proseguono anche nel nono giorno, il Maha Navami: le famiglie visitano i vari templi della Valle e tra questi anche il Tempio di Taleju in Hanuman Doka aperto al pubblico solo una volta all’anno e per questa occasione. In questo giorno vengono svolti i sacrifici ufficiali da parte dell’esercito all’interno del Kot, il cortile di Hanuman Doka: qui molti animali, nella maggior parte bufali, vengono uccisi in onore di Durga per ottenere la sua benedizione, rendendo il rito ancora più celebrativo grazie alle numerose parate militari previste. Al termine della cerimonia, Hanuman Doka appare ricoperta di sangue, sparso per l’intera città in segno di rispetto e preghiera nei confronti della Dea.

Dashain festa Nepal

Il decimo giorno Vijaya Dashami, le donne preparano la tika, una mistura a base di riso, yogurt e polvere rossa impiegata dalle sorelle maggiori per benedire i fratelli minori: il rosso infatti rosso simboleggia il legame di sangue che unisce le famiglie. Tale cerimonia dura cinque giorni, nei quali la popolazione si riunisce in famiglia per festeggiare mangiando e bevendo, in un’atmosfera di totale convivialità.

La Festa di Dashain termina dopo 15 giorni in una notte di luna piena detta “Kojagrat Purnima” o “Kojagrata” che conserva il significato di “essere risvegliati”. In questa occasione viene dunque invocata Lakshmi, la Dea del benessere, dell’abbondanza e della luce, mentre i fedeli si fanno visita l’un l’altro. In Nepal la Festa del Dashainrappresenta l’unica occasione in cui vengono scambiati regali e abiti nuovi e grazie ai quali anche le famiglie più povere hanno occasione di consumare dei pasti a base i carne. Per quanto possa apparire cruenta, il significato religioso che risiede nella Festa di Dashainè davvero importante: qui le più antiche tradizioni si mescolano sapientemente alla cultura religiosa locale, sfociando in un momento di unione, speranza e convivialità.

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