Rappresenta il solo luogo al mondo, fatta eccezione per le Galapagos, dove migliaia di animali vivono liberi e selvaggi nell’ambiente: lo stesso Charles Darwin segnalò tale eco-sistema come luogo di notevole interesse naturalistico chiedendo al governo britannico di farne un’oasi protetta: stiamo parlando dell’Atollo di Aldabra alle Isole Seychelles, un vero e proprio angolo di paradiso incontaminato, dalla rara e indescrivibile bellezza.
Atollo di Aldabra: la perla delle Isole Seychelles
L’atollo di Aldabra che, come Assomption, Astove eCosmoledoappartiene alle cosiddette Outer Island, collacate a circa 360Km a nord del Madagascar, è caratterizzato da un anello corallino dove ad essere protagoniste sono le quattro isole principali: Picard, Polymnie, Malabar (Middle Island) e Grande Terre oltre ad ulteriori 40 tra isolotti e rocce coralline, molte delle quali affiorano all’interno della laguna.
Qui durante l’alta marea giungono creature di ogni genere e colore: dalle mante ai piccoli squali, dalle tartarughe marine, alle cernie, aquile di mare, barracuda, pesci pagliaccio fino ad arrivare alle balene, ai delfini e dugongo che si stanziano nei pressi della barriera rappresentando in questo modo un vero e proprio paradiso per sub e amanti della natura così come dello snorkeling.

Storia dell’Atollo di Aldabra
L’atollo di Aldabra dista circa 1150Km da Mahé, l’isola più grande delle Seychelles e dal 1982 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO. Sono quattro le grandi isole che fanno parte di questa immensa barriera corallina (nel dettaglio Grand Terre, Malabar, Picard e Polymnie) che accoglie una delle più grandi lagune unita ad alcune minuscole isolette. Con la sua circonferenza di 100 km (34 km di lunghezza per 15 km di larghezza) rappresenta uno dei più grandi atolli del mondo, lo stesso che svela tesori della natura unici e assolutamente degni di nota.
Aldabra deve il suo nome ai marinai arabi che battezzarono l’arcipelago “Atollo al Chadra” Isola Verde. Tle atollo con ogni probabilità, esisteva nella sua forma attuale già oltre 120mila anni fa e il “basamento su cui è collocato, non è altro che un vulcano posto alla profondità di circa 1 Km, che affondó in mare milioni di anni fa dopo un’eruzione. L’anello formato dalle isole che costituiscono l’atollo di Aldabra, era originariamente un bordo del suo cratere, che in base ai passati periodi di surriscaldamento globale è stato progressivamente più volte sommerso dal mare costituendo le condizioni di crescita ideali per i coralli.
A vivere in modo permanente sull’atollo sono solo alcuni scienziati che sorvegliano la stazione di ricercadella Seychelles Islands Foundation: i turisti possono visitare l’isola solo nell’ambito di un viaggio in crociera o per mezzo di una visita giornaliera, solo se muniti di un permesso speciale. Complice la vegetazione rada e la posizione particolarmente remota, l’afflusso turistico annuale è relativamente basso.
Lo stesso Charles Darwin in passato, con alcuni scienziati e amanti della natura, si batterono per evitare lo sfruttamento ambientale di Aldabra, col risultato di conservarne quasi integralmente il biotopo. Questo ha contribuito a rendere stanziale la colonia più grande al mondo di tartarughe giganti selvatiche.

La natura incontaminata dell’Atollo di Aldabra
Sono oltre 150mila gli esemplari di tartarughe che vivono sull’Atollo di Aldabra, quantità che supera di gran lunga quella tradizionalmente presente sulle isole Galapagos, luogo dove tali animali circolano liberamente. Le tartarughe caretta e tartarughe marine verdi, che vivono in acqua, raggiungono le spiagge per la nidificazione: qui è possibile ammirare anche i rari granchi del coccoo Birgus latro, che possono raggiungere una grandezza di oltre 60 cm.
Altrettanto degna di nota è sicuramente la varietà di uccelli che vivono e nidificano ad Aldabra: qui è possibile vedere fenicotteri, fregate, aironi, ralli golabianca di Aldabra, fetonti codarossa, nettarinidi, ibis, sterne, dronghi di Aldabra, e sono solo alcuni esempi: si parla infatti di ben 97 specie endemiche e gli otto diversi tipi di mangrovie originarie delle isole ne rappresentano l’habitat naturale.
La volpe volante è l’unico mammifero nativo mentre la lumaca di Aldabra scomparve nel 1997, ma venne riscoperta nel 2014 durante alcuni studi volti alla stesura di un inventario. Oltre agli arbusti, che solitamente non superano i 3-4 m di altezza, sono presenti ben 200 diverse piante da fiore, di cui 40 autoctone e assolutamente uniche. Per gli atolli corallinitale varietà vegetale è eccezionale: sono rarissimi i coralli fungo, che di fatto non esistono in nessun altro luogo.

Cosa fare sull’Atollo di Aldabra
L’Atollo di Aldabra, che si distingue per l’inestimabile bellezza, rappresenta una meta unica dedicata agli amanti della natura e anche sott’acqua rappresenta un paradiso a dir poco unico: qui la pesca è assolutamente vietata per preservare i numerosi pesci di barriera che nuotano in compagnia di cernie sgombri e razze.
È possibile praticare drift diving con l’alta marea, attraversando i canali dell’atollo fino alla laguna: il modo migliore per restare senza fiato di fronte a un vero spettacolo per gli amanti delle attività subaquee poiché permette di vedere da vicino specie quali pesci chirurgo, dentici e mante. Le acque circostanti ospitano invece squali pinna nera, delfini, balene ed i rari dugonghi.
I regolamenti aggiornati per visitare l’isola vengono forniti dal Seychelles Tourism Board a Bel Ombre a Mahé, i quali sanciscono tutte le attività a stretto contatto con la natura, che è possibile effettuare, contribuendo a preservare un ambiente ad oggi ancora incontaminato e ancora se vogliamo, fuori dalla portata del turismo di massa.
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